LogIN Business: fondi per la digitalizzazione, ma servono 8.350 domande valide entro metà settembre

LogIN Business: fondi per la digitalizzazione, ma servono 8.350 domande valide entro metà settembre

Un bando da 157 milioni, ma con un obiettivo minimo da raggiungere

Dal 1° al 15 settembre 2025 sarà possibile presentare domanda per accedere ai fondi del bando LogIN Business, che mette a disposizione 157 milioni di euro per la digitalizzazione delle imprese di autotrasporto e logistica. Ma attenzione: per sbloccare i contributi è necessario che almeno 8.350 aziende presentino progetti validi.
Se questo obiettivo minimo non sarà raggiunto, nessun contributo verrà erogato, come chiarito dal decreto direttoriale pubblicato il 28 luglio dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Tempi stretti: solo 7 mesi per completare i progetti

Chi presenta domanda dovrà attivare e completare il progetto in soli 7 mesi. Ecco le scadenze principali:

  • Entro il 31 dicembre 2025: va caricata la dichiarazione di avvio del progetto.
  • Entro il 15 dicembre 2025: va presentata la rendicontazione delle spese sostenute.
  • Entro il 30 aprile 2026: vanno inviati tutti i documenti che attestano il completamento dell’intervento.

Quali spese copre il bando?

I contributi coprono progetti per:

  • Piattaforme digitali e strumenti per lo scambio di informazioni con caricatori, clienti o la Piattaforma Logistica Nazionale.
  • Sistemi di ottimizzazione dei carichi e pianificazione dei percorsi, anche con l’uso di intelligenza artificiale.
  • Dematerializzazione dei documenti (come l’eCMR) e tracciamento merci, in linea con le norme eFTI (Electronic Freight Transport Information).

Come presentare domanda

Le domande vanno inviate solo online, tramite la piattaforma digitale attiva dal 1° settembre. Servono:

  • SPID, firma digitale e PEC attiva.
  • Una relazione dettagliata sul progetto.
  • Un cronoprogramma delle attività.
  • La documentazione sulla capacità finanziaria e operativa dell’azienda (in caso di cofinanziamento).

Quanto viene finanziato?

Il contributo può arrivare fino al:

  • 40% delle spese sostenute (con modalità standard).
  • 100% nel regime “de minimis” (per le aziende che ne hanno diritto).

L’erogazione segue due modalità:

  • Progetti sotto i 150.000 €: pagamento in un’unica soluzione, dopo rendicontazione finale.
  • Progetti da 150.000 € in su: pagamento in tre fasi (anticipazione del 30%, quota intermedia fino al 90%, saldo finale).

Obiettivo cruciale: 8.350 imprese coinvolte

Il nodo critico del bando è rappresentato dal target minimo imposto dall’Unione Europea: 8.350 imprese devono risultare beneficiarie. Se non si raggiunge questa soglia, l’intera operazione potrebbe saltare e i fondi non saranno assegnati.
Un invito, quindi, a partecipare numerosi e a prepararsi in tempo per presentare progetti solidi e completi.

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Nuove immatricolazioni, cambiano le regole

Nuove immatricolazioni, cambiano le regole

Cosa prevede la nuova norma

Dal 2 luglio 2025, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, cambiano le regole per l’immatricolazione dei mezzi pesanti. La novità principale? Diventa obbligatorio indicare le emissioni di CO₂ nei documenti rilasciati alla prima immatricolazione.

L’obbligo nasce per adeguarsi alle regole europee stabilite dalla Direttiva (UE) 2022/362, che punta a rendere più chiara e uniforme la classificazione ambientale dei veicoli pesanti in tutti i Paesi dell’Unione.

Cosa cambia nei documenti di circolazione

Nel libretto (carta di circolazione) verranno aggiunti due nuovi dati:

  • Campo V.7: riporterà i grammi di CO₂ emessi per chilometro, se questo valore è disponibile nel certificato di conformità o di omologazione.
  • Campo V.10: indicherà la classe di emissione CO₂ del veicolo, assegnata alla prima immatricolazione.

Queste informazioni permetteranno una gestione più equa delle tariffe per pedaggi, ZTL e infrastrutture, basandosi sull’impatto ambientale reale del mezzo.

Obiettivo: premiare chi inquina meno

L’intento del provvedimento è chiaro: favorire i veicoli meno inquinanti e spingere il settore verso un rinnovo delle flotte. I nuovi dati permetteranno un migliore controllo sulle emissioni e daranno un impulso concreto alla transizione ecologica del trasporto merci.

In prospettiva, chi sceglie camion a basse emissioni potrà godere di vantaggi economici, riduzione dei pedaggi e agevolazioni fiscali.

Occhio anche ai veicoli già in circolazione

Non solo nuovi mezzi. Secondo quanto specificato dalla Circolare n. 10114 del 24 luglio 2025, anche i veicoli già immatricolati dovranno aggiornare i propri documenti con i dati sulle emissioni. Le modalità operative saranno definite da un futuro provvedimento della Motorizzazione.

Le aziende dovranno quindi prepararsi anche da un punto di vista burocratico e gestionale.

Un’opportunità per chi investe in sostenibilità

L’adeguamento comporterà sicuramente più burocrazia e possibili costi aggiuntivi, ma offre anche nuove opportunità. Oltre ai benefici economici, un parco mezzi più pulito può migliorare l’immagine aziendale e aumentare la competitività nelle gare pubbliche o nei rapporti con i clienti più attenti all’ambiente.

Conclusione

Questo decreto rappresenta un passo decisivo verso un trasporto merci più sostenibile. Ma come ogni cambiamento, richiede informazione e preparazione. Le imprese che sapranno muoversi per tempo e investire in soluzioni a basso impatto saranno quelle che, domani, si troveranno un passo avanti.

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Italia-Francia a tutta velocità: inaugurata la nuova canna del Traforo del Frejus

Italia-Francia a tutta velocità: inaugurata la nuova canna del Traforo del Frejus

È ufficiale: aperta al traffico la seconda canna del Traforo del Frejus, ora la galleria stradale più lunga d’Europa a doppia canna. Un’opera da 700 milioni che cambia la viabilità tra Bardonecchia e Modane, alzando l’asticella di efficienza e sicurezza.

Un’opera simbolo della mobilità europea

Alla presenza del ministro italiano Matteo Salvini e del suo omologo francese Philippe Tabarot, è stata inaugurata la seconda canna del Frejus. Con i suoi 12,9 km di lunghezza e 8 metri di diametro, l’opera è ora il nuovo cuore pulsante del collegamento tra Italia e Francia.

Il traforo unisce Bardonecchia a Modane, diventando il tunnel a doppia canna più lungo d’Europa e rafforzando il corridoio TEN-T Mediterraneo. Una vera e propria arteria strategica per i flussi commerciali e il trasporto merci tra i due Paesi.

Sicurezza e tecnologia: standard da primato

Il progetto, frutto della collaborazione tra SITAF (Italia) e SFTRF (Francia), ha puntato fortemente sulla sicurezza attiva e passiva. La nuova canna è dotata di 34 rifugi di emergenza, 9 by-pass carrabili e di un posto di controllo centralizzato all’avanguardia, capace di gestire ogni situazione in tempo reale.

L’obiettivo è chiaro: zero compromessi su sicurezza e tempi di percorrenza, con una separazione netta dei flussi veicolari che garantisce maggiore fluidità e minori rischi.

Un passo in avanti per l’intero settore

Durante la cerimonia, è stato sottolineato quanto questa infrastruttura rappresenti non solo un collegamento fisico, ma anche un esempio di cooperazione europea, con centinaia di professionisti coinvolti nei due Paesi e un impatto positivo sull’economia locale e continentale.

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Autotrasporto: 2 giornate lavorative buttate ogni mese. Sai perché?

Autotrasporto: 2 giornate lavorative buttate ogni mese. Sai perché?

Nei trasporti, ogni minuto conta. Ma secondo il rapporto “The Road Ahead: Driving Digital Transformation in T&L” di SOTI, gli autisti e gli operatori della logistica in Europa perdono oltre 12 ore al mese – praticamente due giornate lavorative intere – a causa di guasti a smartphone, stampanti e altri strumenti tecnologici.

Il dato è allarmante: quasi un terzo degli addetti inizia il turno con un dispositivo guasto, smarrito o scarico. In mancanza di assistenza immediata, molti sono costretti a improvvisare: consegne incomplete, informazioni mancanti e itinerari da ricalcolare. In questi casi, il tempo si recupera spesso accelerando, e il 22% degli autisti ammette di superare i limiti di velocità per rispettare le scadenze. Con evidenti rischi per la sicurezza stradale.

Non solo: l’assenza di strumenti funzionanti rallenta la catena logistica nel suo complesso. Se le etichette non si stampano o gli scanner RFID non leggono correttamente, interi carichi possono restare fermi in magazzino, generando errori e ritardi a catena.

E mentre la tecnologia si inceppa, aumentano stress e straordinari. Il 46% dei lavoratori europei si dichiara stressato dai frequenti blocchi operativi, mentre il 32% effettua lavoro straordinario per compensare i tempi persi.

In un settore dove efficienza e precisione sono fondamentali, appare sempre più urgente investire in tecnologie affidabili e in un sistema di assistenza tecnica rapida. Perché ogni ora persa a causa di un guasto non pesa solo sul lavoratore, ma su tutta la filiera.

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Estate 2025, scattano i blocchi per i camion: scopri tutti i divieti per luglio e agosto

Estate 2025, scattano i blocchi per i camion: scopri tutti i divieti per luglio e agosto

Estate rovente anche per i camionisti. Con l’arrivo del grande esodo estivo e il boom di traffico sulle strade italiane, torna il calendario dei divieti di circolazione per i mezzi pesanti nei mesi di luglio e agosto. L’obiettivo? Ridurre il rischio di ingorghi nei fine settimana e rendere più sicuri e scorrevoli gli spostamenti dei vacanzieri.

Parliamo di veicoli con massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate, esclusi naturalmente quelli adibiti a trasporto urgente o autorizzati in deroga. In tutto sono 22 i giorni di divieto previsti tra luglio e agosto 2025, secondo il piano stilato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Perché questi divieti?

Durante i mesi estivi, soprattutto nel fine settimana, il traffico automobilistico può aumentare anche del 100% nelle principali direttrici turistiche del Paese. Per questo motivo, le autorità limitano la circolazione dei mezzi pesanti, che potrebbero rallentare il flusso, creare congestioni o aggravare il rischio di incidenti.
Si tratta, dunque, di una misura preventiva e organizzativa, che punta a tutelare la sicurezza stradale e la vivibilità dei territori più esposti al traffico turistico.

I giorni di divieto nel dettaglio

Nel mese di luglio 2025, i sabato 26 vedrà il blocco dei camion dalle 8:00 alle 16:00.
Nel mese di agosto, il divieto del sabato si applicherà così:

  • Sabato 2 e sabato 9 agosto: stop dalle 8:00 alle 22:00
  • Sabato 16, 23 e 30 agosto: stop dalle 8:00 alle 16:00

Oltre ai sabati, ci saranno 4 venerdì soggetti a divieto:

  • Venerdì 25 luglio: divieto dalle 16:00 alle 22:00
  • Venerdì 1 e 8 agosto: divieto dalle 16:00 alle 22:00
  • Venerdì 15 agosto (Ferragosto): divieto prolungato dalle 7:00 alle 22:00

Infine, restano in vigore come sempre i divieti domenicali, che si applicano ogni domenica dalle 7:00 alle 22:00 e continueranno anche nel mese di settembre.

Chi può circolare?

Come sempre, non tutti i mezzi pesanti sono soggetti al divieto. Sono previste deroghe per categorie particolari, ad esempio:

  • Veicoli che trasportano merci deperibili o animali vivi
  • Camion che viaggiano per motivi di emergenza o sicurezza
  • Mezzi utilizzati per interventi urgenti su infrastrutture o impianti

Per conoscere nel dettaglio tutte le esenzioni previste, è consigliabile consultare il testo completo del calendario dei divieti sul sito ufficiale del Ministero o contattare direttamente le autorità competenti.

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Camionisti verso la pensione anticipata? Spinta decisiva per il riconoscimento del lavoro usurante

Camionisti verso la pensione anticipata? Spinta decisiva per il riconoscimento del lavoro usurante

Un passo avanti per il riconoscimento del lavoro usurante degli autotrasportatori. Nei giorni scorsi, i promotori della proposta di legge di iniziativa popolare – depositata a maggio – hanno incontrato Claudio Durigon, sottosegretario al Ministero del Lavoro. L’obiettivo? Rafforzare la tutela di chi, ogni giorno, macina chilometri su strada spesso in condizioni difficili.

Chi sono i promotori dell’iniziativa

L’incontro è stato richiesto da due realtà molto attive nel settore:

  • l’Associazione Willy – Sicurezza e Legalità nel Trasporto
  • la FNILT/CSE – UGL Viabilità e Logistica Regione Lazio

Presenti alla riunione anche Claudio Lozzi, responsabile nazionale conducenti UGL, Domenico Lizzi, presidente dell’Associazione Willy, e Mario Zotti, segretario generale FNILT/CSE.

La delegazione ha illustrato al sottosegretario Durigon le difficoltà vissute ogni giorno da chi lavora nella logistica e nel trasporto merci, sottolineando l’urgenza di nuove norme che tutelino meglio la salute, la sicurezza e la dignità dei conducenti.

Perché si parla di lavoro usurante

Il riconoscimento del lavoro usurante permetterebbe agli autisti di accedere prima alla pensione o di beneficiare di agevolazioni. Ma cosa si intende per “usurante”? Si tratta di attività lavorative particolarmente faticose o pericolose, che espongono chi le svolge a stress fisici o mentali superiori alla media.
Gli autisti, spiegano i promotori, lavorano lunghe ore in solitudine, affrontano turni notturni, stress da traffico, carico e scarico merci, condizioni meteo avverse e una responsabilità elevata.

Salvavita a bordo e deroghe per il benessere

Durante l’incontro si è discusso anche della necessità di:

  • introdurre l’obbligo di un dispositivo salvavita per i lavoratori che operano da soli, utile a segnalare automaticamente eventuali malori o incidenti.
  • modificare l’art. 157, comma 7-bis del Codice della Strada, che oggi vieta di tenere il motore acceso in sosta per usare il climatizzatore. I promotori chiedono una deroga in casi particolari, per proteggere la salute degli autisti, specialmente d’estate o in caso di emergenza.

Addio alla figura dell’autista discontinuo?

Altro tema importante: l’abrogazione del Regio Decreto 2657 del 1923, una norma che definisce la figura dell’ “autista discontinuo”, cioè impiegato solo in parte del suo tempo come conducente. Una legge ormai vecchia di oltre un secolo, non più adatta a fotografare la realtà moderna dell’autotrasporto.

Le firme continuano a crescere

Nel frattempo, la raccolta firme a sostegno della proposta di legge sta andando avanti, puntando a raggiungere e superare le 50.000 sottoscrizioni. Un segnale forte che arriva direttamente dalla base del settore: i lavoratori.

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Fonte: Uomini e Trasporti