Clean Transport Corridor: parte l’iniziativa UE per ricaricare i mezzi pesanti

Clean Transport Corridor: parte l’iniziativa UE per ricaricare i mezzi pesanti

L’Unione Europea accelera sulla transizione ecologica del trasporto merci. Nasce infatti il progetto “Clean Transport Corridor”, pensato per realizzare nuove infrastrutture di ricarica dedicate ai mezzi pesanti elettrici lungo i principali corridoi commerciali del continente.

Dove parte il progetto

I primi corridoi scelti come casi pilota sono due tra i più strategici per le merci europee:

  • il Scandinavo-Mediterraneo, che collega Nord e Sud Europa;
  • il Mare del Nord-Baltico, centrale per i traffici tra Germania, Polonia e Paesi baltici.

A Bruxelles, l’iniziativa è stata presentata con la firma di una dichiarazione ministeriale sottoscritta da otto Paesi: Belgio, Danimarca, Germania, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia e Svezia.

Obiettivi e sfide da superare

Il progetto non si limita a un impegno politico, ma rappresenta una vera e propria guida strategica per lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica. Tra gli ostacoli da affrontare ci sono:

  • procedure di pianificazione e autorizzazione troppo lunghe
  • carenza di aree disponibili per le stazioni di ricarica
  • frammentazione dei finanziamenti
  • limiti della rete elettrica e tempi lunghi per i collegamenti

Prospettive future

La Commissione europea continuerà a lavorare con gli Stati membri per definire una tabella di marcia operativa, con l’obiettivo di estendere gradualmente l’iniziativa a tutti i corridoi della rete TEN-T. Un passo necessario per accompagnare il trasporto merci verso un futuro più sostenibile e competitivo.

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Fonte Rivista Tir

Dal 1° ottobre 2025 scatta l’obbligo di polizza catastrofale per le medie imprese

Dal 1° ottobre 2025 scatta l’obbligo di polizza catastrofale per le medie imprese

Una nuova tutela per le aziende italiane

Dal 1° ottobre 2025 tutte le medie imprese italiane dovranno essere coperte da una polizza assicurativa catastrofale.
L’obbligo nasce dal Decreto-Legge 31 marzo 2025, n. 39, poi convertito nella Legge 27 maggio 2025, n. 78, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza del sistema produttivo e proteggere le aziende dagli eventi naturali più distruttivi.

Cosa copre la polizza

Le coperture riguardano i danni causati da:

  • terremoti
  • alluvioni
  • frane
  • inondazioni ed esondazioni

L’idea è chiara: evitare che una calamità naturale blocchi la produzione per mesi, con conseguenze irreversibili per l’impresa.

Impatto sul settore trasporti e logistica

Anche le imprese di autotrasporto e logistica rientrano nell’obbligo. Per il settore significa protezione contro rischi concreti come:

  • danni a mezzi e magazzini,
  • interruzione delle consegne,
  • blocco delle attività e dei dipendenti per lunghi periodi.

La polizza diventa quindi una rete di sicurezza indispensabile per l’intera filiera, riducendo il rischio di perdite milionarie e garantendo continuità ai clienti.

Cosa fare subito

Le aziende dovrebbero muoversi per tempo:

  • Verificare le coperture esistenti: molte polizze property non includono rischi catastrofali o prevedono massimali troppo bassi.
  • Contattare il proprio assicuratore o broker per attivare la nuova copertura entro il 1° ottobre.
  • Adeguare i massimali in base al reale valore di immobili, mezzi e scorte.

I rischi di chi non si adegua

Ignorare l’obbligo può avere conseguenze pesanti:

  • esposizione a danni economici insostenibili in caso di calamità
  • possibili sanzioni amministrative (attese nei decreti attuativi)
  • esclusione da bandi e gare pubbliche, dove la polizza sarà requisito d’accesso

Una sfida per rafforzare la resilienza

La nuova norma rappresenta un passaggio cruciale per la stabilità del tessuto produttivo italiano. Adeguarsi in tempo significa proteggere il proprio patrimonio, ma anche garantire la continuità dei servizi in un settore – come quello dei trasporti – dove fermarsi può significare perdere clienti e opportunità.

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Fonte: Truck24

Trasporto rifiuti: carcere fino a 5 anni e maximulte per chi non è in regola

Trasporto rifiuti: carcere fino a 5 anni e maximulte per chi non è in regola

Stretta sui traffici illeciti

Dal 9 agosto 2025 è entrato in vigore il Decreto-Legge 8 agosto 2025, n. 116, che introduce norme molto più dure contro i trasporti irregolari di rifiuti.
Il provvedimento, nato per contrastare fenomeni come quelli della “Terra dei Fuochi”, è già in discussione in Senato per la conversione in legge e punta a colpire chi circola senza documenti in regola o con certificazioni false.

Reclusione e confisca del mezzo

Chi trasporta rifiuti pericolosi senza i documenti richiesti (formulari, certificati di analisi, registri conformi) rischia:

  • da 1 a 3 anni di reclusione,
  • la confisca del veicolo usato per il trasporto illegale (salvo appartenga a terzi estranei al reato).

In caso di traffico illecito organizzato di rifiuti (art. 259), la pena sale fino a 5 anni di carcere, con aggravanti in caso di spedizione di rifiuti pericolosi.

Albo Gestori: sospensione e cancellazione

Una novità riguarda anche le imprese di autotrasporto:

  • chi trasporta rifiuti senza essere iscritto all’Albo Gestori Ambientali rischia la sospensione dall’Albo autotrasporto da 15 giorni a 2 mesi,
  • in caso di recidiva o violazioni reiterate, scatta la cancellazione dall’Albo con divieto di reiscrizione per almeno 2 anni.

Registri incompleti: fino a 20mila euro di multa

I controlli diventano più severi anche sui registri di carico e scarico: se sono incompleti, la multa va da 4.000 a 20.000 euro.
In più sono previste sanzioni accessorie:

  • sospensione della patente da 1 a 4 mesi (per rifiuti non pericolosi) e da 2 a 8 mesi (per rifiuti pericolosi),
  • sospensione dall’Albo Gestori da 2 a 6 mesi (non pericolosi) e da 4 a 12 mesi (pericolosi).

Codice della strada: addio mozziconi dal finestrino

Il decreto modifica anche il Codice della strada: diventa vietato gettare mozziconi di sigarette o altri piccoli rifiuti dal finestrino. Le sanzioni potranno essere rilevate anche con le telecamere lungo le strade urbane ed extraurbane.

Una stretta che cambia le regole

Queste nuove disposizioni alzano l’asticella dei controlli e delle responsabilità per chi opera nel settore del trasporto rifiuti. Per gli autotrasportatori diventa fondamentale avere sempre documenti in regola, registri completi e l’iscrizione all’Albo aggiornata.

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Fonte Uomini e Trasporti

Dachser accelera sulla rotta green: Cosa possiamo imparare dal colosso tedesco?

Dachser accelera sulla rotta green: Cosa possiamo imparare dal colosso tedesco?

Il futuro del trasporto su gomma passa dall’elettrico, e Dachser lo sa bene. Il colosso tedesco della logistica ha appena messo su strada i primi sette Mercedes-Benz eActros 600, camion 100% elettrici progettati per affrontare tratte superiori ai 500 chilometri senza emissioni. Questo è solo l’inizio: altri otto mezzi arriveranno nei prossimi mesi, completando un ordine complessivo di 15 unità.

I nuovi veicoli saranno operativi nelle sedi di Amburgo, Karlsruhe, Dortmund e Friburgo, dove verranno testati su percorsi reali di lunga distanza. L’obiettivo? Consolidare un modello di trasporto a zero emissioni che possa essere replicato su larga scala in tutta Europa.

Un passo deciso verso la logistica sostenibile

L’adozione degli eActros 600 si inserisce in un percorso che Dachser porta avanti dal 2019 insieme a Mercedes-Benz Trucks. Ad oggi l’azienda conta oltre 140 camion elettrici in servizio in Europa e ha già sperimentato con successo modelli come l’eActros 300. “Aumentare l’uso dei veicoli elettrici sulle lunghe distanze è una priorità”, spiega Alexander Tonn, COO di Dachser Road Logistics. Anche Mercedes-Benz conferma la visione: la consegna di questi mezzi rappresenta un traguardo importante nella transizione verso una logistica a zero emissioni.

Prestazioni e autonomia: l’elettrico che convince

L’eActros 600 non è solo ecologico, ma anche altamente performante. Con tre batterie LFP da 207 kWh, garantisce 500 km reali di autonomia e può superare i 1.000 km giornalieri grazie alla ricarica durante le pause di legge. Resistente fino a 1,2 milioni di chilometri in dieci anni, mantiene oltre l’80% di efficienza della batteria e offre una portata utile di circa 22 tonnellate. Non sorprende che sia stato eletto “International Truck of the Year 2025”.

Una riflessione per il settore

L’iniziativa di Dachser dimostra che la transizione ecologica nel trasporto non è più un’ipotesi, ma una realtà concreta. Investire in mezzi a zero emissioni significa ridurre l’impatto ambientale, ma anche migliorare l’immagine aziendale e rispondere alle nuove richieste di clienti e istituzioni. In un’epoca in cui la sostenibilità è un requisito e non più un’opzione, ogni azienda di autotrasporto dovrebbe chiedersi: siamo pronti a fare la nostra parte per un futuro più pulito?

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Fonte On Road Mag

DL Fiscale 2025: cambia tutto per le imprese di autotrasporto

DL Fiscale 2025: cambia tutto per le imprese di autotrasporto

Dal reverse charge agli incentivi sul carburante: ecco cosa devi sapere

È ufficiale: in vigore dal 2 agosto

Con la Legge 108/2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 1° agosto, entrano in vigore importanti novità fiscali che riguardano da vicino il mondo dell’autotrasporto. Le regole cambiano su fatturazione, trasferte, carburanti e DURC, e ogni azienda dovrà rivedere i propri processi per restare al passo.

Ecco cosa cambia e come prepararsi.

1. Reverse charge IVA: ora lo puoi scegliere

Dal 2025 al 2027 il reverse charge (inversione contabile dell’IVA) è facoltativo per tutte le imprese che operano in trasporto merci e logistica, anche in subappalto.

  • Non serve più calcolare quanta manodopera è coinvolta o se si usano beni del committente.
  • Basta comunicare l’opzione all’Agenzia delle Entrate tramite un modello telematico (provvedimento n. 309107/2025).
  • Dal 2028 il reverse charge diventerà obbligatorio, salvo decisioni diverse da parte dell’UE.

Attenzione: la scelta può essere fatta autonomamente, senza bisogno di accordarsi con il committente.

Cosa fare entro il 2025

  • Aggiorna i software di fatturazione per gestire l’IVA in reverse charge.
  • Rivedi i contratti e i capitolati di subappalto.
  • Forma contabili e fleet manager sulle nuove regole IVA.

2. Spese di trasferta: vietato il contante

Dal 2 agosto 2025, le spese per trasferte in Italia (come vitto, alloggio, taxi, biglietti) sono deducibili solo se pagate con strumenti tracciabili: carta, bonifico o app.

  • Le trasferte all’estero non sono soggette a questa regola.
  • Se una spesa viene pagata in contanti, diventa indeducibile e può essere considerata fringe benefit per il dipendente.

Cosa cambia per le aziende

  • Servono carte aziendali per gli autisti anche per piccole spese.
  • Va aggiornata la policy interna sulla gestione delle note spese.
  • Rischi sanzioni in caso di controlli fiscali.

3. Rimborso accise fino al 2031

Buone notizie sul fronte carburanti: il rimborso delle accise è prorogato fino al 31 dicembre 2031 per:

  • Gasolio commerciale (mezzi oltre 7,5 ton).
  • Biocarburanti avanzati (come HVO e biodiesel) usati in miscela.

Il rimborso è trimestrale, da richiedere online all’Agenzia delle Dogane entro il mese successivo alla fine del trimestre.

Consigli operativi

  • Valuta l’uso dell’HVO per tagliare emissioni e accedere a bandi “green”.
  • Organizza i flussi di cassa tenendo conto dei tempi di rimborso.

4. DURC semplificato per i piccoli pagamenti

Da ora non è più necessario controllare il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) per fatture verso la Pubblica Amministrazione sotto i 5.000 € (prima era 1.000 €).

Una misura che accelera i pagamenti per lavori minori e riduce la burocrazia, in particolare per i piccoli artigiani e subappaltatori.

5. Come prepararsi: la tabella di marcia

Ecco una road-map per gestire al meglio le novità introdotte dal DL Fiscale:

  • Settembre 2025: rivedi i contratti e valuta se adottare subito il reverse charge.
  • Ottobre 2025: invia il modello telematico all’Agenzia Entrate.
  • Novembre 2025: aggiorna le regole interne sulle spese e distribuisci carte aziendali.
  • Inizio 2026: sperimenta l’HVO su una parte della flotta.
  • Entro giugno 2026: aggiorna i capitolati dei subappalti con le nuove regole fiscali e sul DURC.

Un’opportunità da cogliere

La Legge 108/2025 non è solo un obbligo, ma può diventare un vantaggio competitivo.
Chi si organizza in tempo potrà:

  • Risparmiare sull’IVA.
  • Gestire meglio le spese.
  • Accedere a bandi green.
  • Presentarsi in modo più solido nelle gare pubbliche.

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Fonte Truck24

La nuova proposta che fa discutere gli autotrasportatori: «Non vogliamo una vita passata in cabina»

La nuova proposta che fa discutere gli autotrasportatori: «Non vogliamo una vita passata in cabina»

Una proposta che fa discutere

Le principali associazioni dell’autotrasporto di Germania, Francia, Belgio, Olanda, Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia dicono no alla proposta di permettere il riposo settimanale regolare in cabina, anche se effettuato in aree di sosta classificate “oro” o “platino”.

A sollevare la polemica è uno studio presentato da Esporg, l’organizzazione europea delle aree di sosta sicure, che propone di allentare il divieto del riposo lungo in cabina a causa della mancanza di parcheggi adeguati in Europa.

La risposta delle imprese: basta vite da nomadi

Le aziende di trasporto, riunite nella piattaforma CRTO (Common Road Transport Office), hanno diffuso una nota a fine giugno in cui esprimono preoccupazione per il rischio di spingere sempre di più gli autisti verso una vita nomade sulle strade.

“Serve una professione dignitosa, non una vita passata in cabina”, si legge nel comunicato firmato da BGL (Germania), FNTR (Francia), FEBETRA (Belgio), TLN (Olanda) e NLA (Nord Europa).

Il contesto: regole allentate, ma poche aree attrezzate

Dopo che la Corte di Giustizia europea ha annullato l’obbligo del rientro del mezzo ogni 8 settimane, sempre più conducenti si trovano costretti a lavorare lontano da casa per lunghi periodi.
Ora, con lo studio di Esporg, si valuta l’ipotesi di permettere il riposo lungo in cabina, se svolto in aree classificate al massimo livello.

Le imprese però non ci stanno: chiedono alla Commissione europea di mantenere il divieto e di investire seriamente in aree di sosta sicure e confortevoli, in grado di garantire vere condizioni di benessere per i conducenti.

Una richiesta chiara alla Commissione europea

Secondo CRTO, l’Europa ha bisogno di:

  • Più aree di sosta attrezzate, non più flessibilità sulle regole.
  • Applicazione rigorosa del Pacchetto Mobilità, per condizioni di lavoro dignitose.
  • Misure concrete per attrarre nuovi autisti, migliorando la qualità della vita di chi lavora su strada.

Nel frattempo, si attende il rapporto finale della Commissione Ue da presentare al Consiglio e al Parlamento Europeo.

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Fonte Uomini e Trasporti