Il caro carburante continua a pesare sulle imprese di autotrasporto, per le quali il gasolio rappresenta uno dei principali costi operativi.
Dal 28 settembre Eni-Enilive ha introdotto un tetto al prezzo alla pompa di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, valido inizialmente per 30 giorni su circa 4.000 impianti. Anche Italiana Petroli ha annunciato un intervento progressivo sulla propria rete.
Il limite alla pompa non vale per tutto il gasolio
Per l’autotrasporto l’effetto della misura può essere più limitato di quanto sembri.
Molte aziende, infatti, utilizzano carte carburante, reti convenzionate o acquistano gasolio all’ingrosso per alimentare le proprie cisterne. Il price cap riguarda principalmente il prezzo praticato sulla rete e non impone un limite al costo del carburante nel mercato extra-rete.
Questo significa che un camionista che fa rifornimento direttamente presso un impianto interessato dalla misura può ottenere un vantaggio, mentre un’azienda che acquista attraverso altri canali potrebbe non beneficiarne nello stesso modo.
Per i camion anche pochi centesimi fanno la differenza
Il problema è soprattutto legato ai volumi.
Un mezzo pesante può consumare migliaia di litri di gasolio ogni mese. Dieci centesimi in più al litro, su 3.300 litri, significano circa 330 euro di costi aggiuntivi al mese per un solo camion. Per una flotta di dieci mezzi, la differenza supera i 3.300 euro.
E il carburante non è l’unica voce di spesa: a pesare sui bilanci ci sono anche personale, assicurazioni, manutenzione, pneumatici, pedaggi e finanziamenti.
Il rischio per i distributori indipendenti
La misura solleva anche una questione di concorrenza.
I distributori indipendenti, in molti casi, acquistano il carburante sul mercato all’ingrosso. Se il loro costo di approvvigionamento rimane elevato, non sempre possono replicare i prezzi delle grandi compagnie senza ridurre drasticamente i propri margini.
Il rischio, segnalato anche dalle associazioni di categoria, è che una parte della clientela si concentri sulle reti che possono sostenere temporaneamente prezzi più bassi, mettendo sotto pressione gli operatori più piccoli.
Il vero costo resta quello di mettere in strada un camion
Il tetto al prezzo può quindi rappresentare un aiuto per chi riesce ad accedervi, ma non modifica il costo del gasolio all’ingrosso e non risolve l’aumento complessivo dei costi dell’autotrasporto.
Per valutare davvero l’impatto sul settore occorre guardare non solo al prezzo esposto dal distributore, ma anche alle condizioni applicate alle imprese attraverso carte carburante e acquisti professionali.
Per l’autotrasporto, alla fine, il dato più importante rimane uno: quanto costa mettere un camion in strada, effettuare una consegna e mantenere sostenibile il servizio di trasporto.
Rimani sempre un passo avanti con Soluzione Autotrasporti: Resta aggiornato su tutto ciò che riguarda l’autotrasporto e non solo!
Fonte Truck 24
