Autotrasporto europeo, cresce la concentrazione: migliaia di imprese escono dal mercato

da | Lug 14, 2026 | Autotrasporti

L’autotrasporto europeo sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Mentre i grandi gruppi continuano a rafforzarsi, migliaia di piccole e medie imprese faticano a restare sul mercato. È il quadro che emerge dall’analisi pubblicata da Uomini e Trasporti, che mette a confronto l’evoluzione del settore in diversi Paesi europei: una crescita sempre più concentrata nelle mani di pochi operatori, accompagnata dalla progressiva scomparsa di molte aziende storiche.

Un settore sempre più concentrato

In Italia il fenomeno è evidente. Secondo il rapporto 100 numeri per capire l’autotrasporto, presentato durante il Transpotec Logitec 2026, appena 1.068 imprese generano 17,4 miliardi di euro di fatturato, pari a circa un terzo dell’intero settore, controllando oltre il 32% dei veicoli circolanti.

Dietro questi numeri si nasconde però una realtà meno positiva. Le imprese attive nel trasporto merci su strada sono scese a poco più di 76.000, contro le oltre 96.000 di dieci anni fa. Oltre 20.000 aziende hanno quindi lasciato il mercato nell’ultimo decennio, con una perdita di più di 4.500 imprese solo negli ultimi due anni.

Più che una crisi improvvisa, si tratta di una selezione progressiva: l’aumento dei costi di gestione, dei pedaggi, del carburante, del lavoro e degli investimenti tecnologici rende sempre più difficile la sopravvivenza delle realtà meno strutturate.

Belgio, Francia e Germania: la crisi è ancora più evidente

Se in Italia il ridimensionamento è graduale, in altri Paesi europei il fenomeno assume dimensioni ancora più marcate.

In Belgio, nel 2025 sono fallite 413 imprese di autotrasporto, il dato più alto mai registrato. Il 2026 non ha invertito la tendenza: già nel primo trimestre sono state dichiarate insolventi 301 aziende, mentre l’intero comparto trasporti e logistica ha continuato a registrare numeri particolarmente elevati.

Emblematico il caso dello storico gruppo Ziegler, attivo da oltre un secolo, entrato in crisi e successivamente ceduto a diversi operatori logistici.

Anche la Francia continua a registrare una situazione difficile. Secondo le associazioni di categoria, ogni giorno lavorativo circa dieci aziende di trasporto dichiarano insolvenza, mentre nei primi mesi del 2026 il numero dei fallimenti è ulteriormente aumentato.

In Germania il settore dei trasporti e della logistica presenta oggi il più alto tasso di insolvenza tra tutti i comparti economici, confermando come le difficoltà interessino ormai gran parte del mercato europeo.

Perché sempre più aziende escono dal mercato

La crescita dei volumi di trasporto non basta più a garantire la redditività delle imprese.

Le aziende devono confrontarsi con costi sempre più elevati, margini ridotti, investimenti obbligati nella digitalizzazione, nella sostenibilità e nel rinnovo delle flotte. Chi dispone di maggiori risorse finanziarie riesce ad assorbire queste trasformazioni; le imprese più piccole, invece, incontrano maggiori difficoltà nel mantenere la propria competitività.

Per questo motivo il mercato tende progressivamente a concentrarsi, con fusioni, acquisizioni e una presenza sempre più forte dei grandi operatori logistici.

L’Italia resiste, ma il numero delle imprese continua a diminuire

Rispetto ad altri Paesi europei, l’Italia presenta un numero di fallimenti relativamente contenuto. Tuttavia il dato va interpretato correttamente.

Molte aziende non arrivano infatti a procedure fallimentari, ma scelgono di cessare l’attività o vengono assorbite da operatori più strutturati. Il risultato finale, però, è lo stesso: il numero complessivo delle imprese continua a ridursi.

Parallelamente crescono le società di capitali, mentre diminuiscono le imprese individuali e i cosiddetti “padroncini”, protagonisti storici del trasporto merci italiano.

Una trasformazione destinata a proseguire

L’autotrasporto europeo sta vivendo una fase di profondo cambiamento. La concentrazione del mercato sembra destinata a proseguire e le aziende saranno chiamate a investire sempre di più in organizzazione, tecnologia, digitalizzazione ed efficienza per restare competitive.

Per le imprese del settore la sfida non sarà soltanto trasportare merci, ma costruire modelli di business capaci di resistere a un mercato sempre più selettivo, dove dimensione, solidità finanziaria e capacità di innovare fanno ormai la differenza.

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Fonte: Uomini e Trasporti