Arriva una proroga per la discussa tassa sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra UE. Il contributo da 2 euro previsto dalla Legge di Bilancio 2026 non entrerà in vigore a luglio come inizialmente previsto, ma partirà dal 1° ottobre 2026.
La decisione è stata presa dal Governo durante il Consiglio dei Ministri del 22 giugno con un obiettivo preciso: evitare che il contributo italiano si sovrapponga al nuovo dazio europeo da 3 euro per spedizione, introdotto nell’ambito della riforma delle dogane dell’Unione Europea e operativo dal 1° luglio.
Cosa cambia da luglio a settembre
Per tutta l’estate, le spedizioni e-commerce provenienti da Paesi extra UE con valore inferiore a 150 euro saranno soggette esclusivamente al nuovo contributo europeo.
La tassa italiana da 2 euro rimane quindi sospesa fino al 1° ottobre, quando il Governo dovrà definire in modo più chiaro il quadro normativo definitivo.
Per operatori logistici, corrieri e imprese di trasporto si tratta di una decisione che evita, almeno temporaneamente, un doppio aggravio sui piccoli pacchi importati.
Perché la logistica segue la vicenda con attenzione
La questione non riguarda soltanto il commercio elettronico, ma l’intera filiera logistica.
L’eventuale presenza contemporanea del contributo europeo e della tassa italiana potrebbe infatti aumentare i costi delle spedizioni a basso valore, modificando i flussi di merce e le strategie distributive degli operatori internazionali.
In altre parole, alcune aziende potrebbero scegliere percorsi logistici differenti, utilizzare hub alternativi o adottare nuove modalità di consolidamento delle spedizioni per contenere i costi.
Per autotrasportatori e corrieri questo significa possibili cambiamenti nei volumi movimentati e nelle rotte utilizzate dalle merci provenienti dall’estero.
Confetra: “La tassa va eliminata”
La proroga non convince però Confetra, la Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica.
Il presidente Carlo De Ruvo ha definito il rinvio una soluzione temporanea che non affronta il problema alla radice.
Secondo Confetra, l’introduzione del contributo potrebbe provocare una riduzione molto significativa dei traffici legati all’e-commerce internazionale e al settore dell’ultra fast fashion.
Le stime dell’associazione parlano addirittura di una contrazione fino al 50% dei volumi interessati, con conseguenze negative per l’intera filiera logistica nazionale.
Il rischio per il sistema logistico italiano
Secondo Confetra, una diminuzione così forte dei volumi potrebbe produrre effetti contrari rispetto a quelli attesi dal legislatore.
Anziché generare nuove entrate fiscali, il sistema rischierebbe infatti di perdere traffici, occupazione e competitività, con una possibile riduzione del gettito per le casse dello Stato.
Da qui la richiesta di eliminare definitivamente il contributo nazionale e di puntare invece su regole armonizzate a livello europeo.
Cosa devono fare le imprese
Per il momento le aziende di autotrasporto e gli operatori logistici dovranno monitorare con attenzione l’evoluzione della normativa nei prossimi mesi.
Chi lavora con clienti attivi nell’e-commerce internazionale dovrebbe iniziare a valutare possibili scenari legati all’eventuale entrata in vigore della tassa dal 1° ottobre, verificando in anticipo l’impatto sui costi e sull’organizzazione dei flussi logistici.
La proroga concede qualche mese di respiro, ma il dibattito resta aperto e potrebbe avere effetti importanti sull’intero settore della logistica e dei trasporti.
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Fonte Uomini e Trasporti
