Arriva la proroga del taglio delle accise sui carburanti, ma per l’autotrasporto la notizia è soltanto positiva a metà.
Il Governo ha infatti confermato l’estensione della misura fino al 3 luglio 2026, evitando la scadenza prevista per il 6 giugno. Tuttavia, il beneficio sul gasolio viene ridotto in maniera significativa, con effetti che potrebbero tornare a pesare sui costi delle imprese di trasporto.
Lo sconto continua, ma vale la metà
Per la benzina non cambia nulla: il taglio resta pari a 5 centesimi al litro.
Diverso il discorso per il gasolio, il carburante utilizzato dalla quasi totalità dei mezzi pesanti. In questo caso lo sconto scende da 10 a 5 centesimi al litro.
Considerando anche l’Iva, il beneficio effettivo passa quindi da circa 12 centesimi a poco più di 6 centesimi al litro.
In pratica, il taglio non viene eliminato, ma viene dimezzato.
Cosa significa per le aziende di autotrasporto
A prima vista 5 centesimi possono sembrare una differenza limitata. Nella realtà, però, per chi gestisce una flotta il ragionamento è molto diverso.
Un camion che percorre migliaia di chilometri ogni mese consuma quantità importanti di carburante e anche pochi centesimi di aumento possono trasformarsi rapidamente in centinaia o migliaia di euro di maggiori costi annuali.
Per questo motivo molte imprese guardano con preoccupazione alla progressiva riduzione degli aiuti sul gasolio.
Il caro carburante continua a pesare
Negli ultimi mesi il costo del carburante è stato uno dei principali problemi per il settore.
Molte aziende hanno dovuto assorbire aumenti significativi senza riuscire a trasferire immediatamente tutti gli extracosti sulle tariffe applicate ai clienti.
La proroga evita quindi il ritorno immediato alle accise piene, ma non elimina il problema di fondo: il carburante continua a rappresentare una delle voci di spesa più pesanti per chi opera nell’autotrasporto.
Una misura finanziata dall’extra gettito IVA
La copertura economica della proroga, pari a circa 150 milioni di euro, arriva dall’extra gettito IVA registrato nel mese di maggio.
La scelta conferma la volontà del Governo di continuare a sostenere imprese e cittadini contro il caro carburanti, ma evidenzia anche come gli spazi di intervento stiano diventando sempre più limitati.
La protezione si riduce
Il messaggio che arriva al settore è piuttosto chiaro: il sostegno non viene interrotto, ma si sta progressivamente riducendo.
Per le imprese di autotrasporto questo significa prepararsi a una fase in cui il costo energetico potrebbe tornare ad avere un impatto sempre maggiore sui bilanci aziendali.
E quando aumenta il costo del trasporto, gli effetti si riflettono inevitabilmente anche sull’intera catena logistica, dalle aziende produttrici fino al consumatore finale.
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Fonte Truck24
