Nuova tensione sull’asse del Brennero.
Sabato 30 maggio il traffico pesante subirà forti limitazioni lungo uno dei corridoi logistici più importanti d’Europa, con conseguenze che rischiano di colpire direttamente autotrasporto, export e filiere produttive italiane.
A lanciare l’allarme è FIAP, che parla apertamente del rischio di trasformare l’Italia in “un’isola logistica” nel cuore dell’Europa.
Cosa succederà il 30 maggio
Le limitazioni sono legate a una manifestazione ambientalista prevista sul versante austriaco del Brennero.
Secondo quanto previsto:
- il traffico sarà bloccato tra le 11 e le 19 sull’autostrada A22 e sulla strada federale B182;
- per i mezzi pesanti oltre 7,5 tonnellate lo stop scatterà già dalle 7 del mattino.
Il tratto interessato sarà quello compreso tra la barriera di Vipiteno e il confine di Stato.
I camion verranno instradati verso l’autoporto Sadobre fino al riempimento delle aree disponibili. Successivamente i mezzi saranno fatti defluire verso sud.
Al momento non risultano invece limitazioni particolari in direzione sud, dal Brennero verso Modena.
“Quando si ferma il Brennero si ferma l’economia”
Il Brennero non è soltanto un valico alpino. È una delle arterie fondamentali per il collegamento tra l’Italia e il Nord Europa.
Ed è proprio questo il punto sollevato da Alessandro Peron.
Secondo FIAP, ogni limitazione lungo questa direttrice produce effetti immediati su:
- export italiano
- agroalimentare
- industria manifatturiera
- continuità delle forniture
- competitività delle imprese
Peron ha sottolineato come il problema non riguardi più soltanto il trasporto merci, ma la capacità stessa del Paese di continuare a produrre ed esportare in modo efficiente.
Cresce il malcontento nel settore
La protesta di FIAP si aggiunge alle critiche già arrivate nei giorni scorsi da esponenti politici locali ed europei.
Flavio Tosi ha parlato di decisioni unilaterali che rischiano di creare forti danni economici, ribadendo che infrastrutture strategiche come il Brennero dovrebbero essere gestite attraverso regole condivise a livello europeo.
Il tema coinvolge direttamente anche le reti TEN-T, cioè i grandi corridoi europei destinati a garantire continuità nei trasporti tra gli Stati membri.
Il Brennero resta un punto critico per l’autotrasporto
Negli ultimi anni il Brennero è diventato uno dei nodi più delicati per il trasporto internazionale italiano.
Divieti, limitazioni, contingentamenti e restrizioni ambientali stanno creando difficoltà operative sempre più frequenti per le aziende che lavorano verso:
- Germania
- Austria
- Nord Europa
- mercati continentali
Per molte flotte, ogni rallentamento significa aumento dei costi, ritardi nelle consegne e perdita di competitività.
L’Italia contro l’Austria anche in Europa
La questione è ormai arrivata anche sul piano istituzionale europeo.
Lo scorso aprile si è tenuta davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea un’udienza relativa al contenzioso tra Italia e Austria sulle restrizioni al Brennero.
La Commissione Europea è intervenuta sostenendo la posizione italiana e ribadendo l’importanza strategica dei collegamenti alpini per il mercato unico europeo.
Per le aziende serve massima programmazione
Per le imprese di autotrasporto il consiglio è uno solo: programmare con largo anticipo.
Sabato 30 maggio il rischio principale sarà la saturazione delle aree di sosta e il conseguente accumulo di mezzi lungo l’asse alpino.
Chi opera sulle tratte internazionali dovrà quindi valutare:
- partenze anticipate;
- riprogrammazione dei viaggi;
- gestione delle soste;
- coordinamento con clienti e magazzini.
Perché quando il Brennero rallenta, gli effetti si propagano rapidamente su tutta la catena logistica europea.
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Fonte Uomini e Trasporti
