Nei trasporti, ogni minuto conta. Ma secondo il rapporto “The Road Ahead: Driving Digital Transformation in T&L” di SOTI, gli autisti e gli operatori della logistica in Europa perdono oltre 12 ore al mese – praticamente due giornate lavorative intere – a causa di guasti a smartphone, stampanti e altri strumenti tecnologici.
Il dato è allarmante: quasi un terzo degli addetti inizia il turno con un dispositivo guasto, smarrito o scarico. In mancanza di assistenza immediata, molti sono costretti a improvvisare: consegne incomplete, informazioni mancanti e itinerari da ricalcolare. In questi casi, il tempo si recupera spesso accelerando, e il 22% degli autisti ammette di superare i limiti di velocità per rispettare le scadenze. Con evidenti rischi per la sicurezza stradale.
Non solo: l’assenza di strumenti funzionanti rallenta la catena logistica nel suo complesso. Se le etichette non si stampano o gli scanner RFID non leggono correttamente, interi carichi possono restare fermi in magazzino, generando errori e ritardi a catena.
E mentre la tecnologia si inceppa, aumentano stress e straordinari. Il 46% dei lavoratori europei si dichiara stressato dai frequenti blocchi operativi, mentre il 32% effettua lavoro straordinario per compensare i tempi persi.
In un settore dove efficienza e precisione sono fondamentali, appare sempre più urgente investire in tecnologie affidabili e in un sistema di assistenza tecnica rapida. Perché ogni ora persa a causa di un guasto non pesa solo sul lavoratore, ma su tutta la filiera.
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Fonte Uomini e Trasporti
