Sicurezza alla guida: Federtrasporti analizza il sonno di 350 camionisti

da | Nov 2, 2026 | Autotrasporti

Un nuovo studio scientifico, patrocinato da INAIL e con le Università di Pisa e Genova, misurerà il riposo reale dei conducenti. Perché rispettare le ore di stop del tachigrafo non significa sempre essere davvero riposati.

I camion diventano sempre più tecnologici e green, ma la vera differenza sulla sicurezza stradale la fa ancora chi sta al volante. Partendo da questo principio, Federtrasporti ha lanciato il progetto «Sonno, benessere e sicurezza in autotrasporto», che vedrà il coinvolgimento diretto di 350 autisti.

L’iniziativa — che ha il patrocinio ufficiale dell’INAIL ed è sostenuta da Scania e Michelin — verrà presentata ufficialmente il 4 novembre a Rimini, durante la fiera Ecomondo (ore 15:00, Stand Federtrasporti – Padiglione C7, stand 403).

Vediamo in parole semplici in cosa consiste lo studio e perché è una novità importante per le aziende e per chi guida.

1. Pausa da scheda non significa sempre “buon sonno”

La ricerca parte da un concetto molto pratico: il tachigrafo registra quando il camion si ferma, ma non dice se l’autista sta dormendo davvero o se sta recuperando le energie. Un conducente può essere in regola al 100% con la legge sui tempi di guida e riposo, ma salire a bordo stanco.

Per capire cosa succede davvero durante le soste:

  • I 350 autisti indosseranno per 7 giorni uno speciale braccialetto elettronico (actigrafo) che misura la durata e la qualità del sonno.
  • I dati sul sonno verranno incrociati con i dati dei tachigrafi degli ultimi 3 mesi e con un questionario sulle abitudini di vita.

L’obiettivo finale (la ricerca durerà fino a marzo 2027) è dare alle imprese indicazioni pratiche per organizzare meglio i turni di lavoro, le soste e gli orari, riducendo il rischio di colpi di sonno.

2. I numeri parlanti: la stanchezza causa il 20% degli incidenti gravi

I dati ACI-Istat più recenti mostrano che gli incidenti con lesioni sui veicoli commerciali sono saliti del +2,2%, con 166 vittime tra i camionisti (+13,7% rispetto all’anno precedente).

Secondo la Commissione Europea, la stanchezza al volante è responsabile del 15-20% degli incidenti stradali più gravi.

Mentre il settore investe miliardi sulla transizione ecologica e sui mezzi elettrici o a gas, Federtrasporti vuole riaccendere i riflettori sull’elemento più importante della filiera: la salute e la concentrazione della persona alla guida.

In sintesi

I risultati di questo studio serviran a dimostrare scientificamente che organizzare meglio il lavoro non serve solo al benessere dei dipendenti, ma è una vera e propria strategia aziendale per prevenire gli incidenti e proteggere la vita di chi viaggia.

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Fonte Uomini e Trasporti