Il logistico del futuro? Dovrà imparare a prevedere l’imprevedibile

da | Ott 6, 2026 | Autotrasporti

Geopolitica, cambiamenti climatici, nuove rotte commerciali, intelligenza artificiale e digitalizzazione stanno trasformando profondamente il mondo della logistica. E con essi stanno cambiando anche le competenze richieste a chi lavora nel settore.

Il logistico del futuro dovrà quindi essere sempre più capace di gestire l’incertezza, prevedere i rischi e trovare rapidamente alternative.

È questo il tema emerso alla Camera dei Deputati durante la presentazione della seconda edizione del Corso di Alta Formazione in Logistics Management dell’Università di Trieste, un percorso di 120 ore rivolto sia ai neolaureati sia a chi è già inserito nel mondo del lavoro.

La logistica avrà bisogno di nuove competenze

Secondo i dati citati durante l’incontro, entro il 2029 il settore dei trasporti, della logistica e del magazzinaggio potrebbe avere bisogno di fino a 156.600 lavoratori.

Una parte importante del fabbisogno è legata al ricambio del personale, ma la sfida non riguarda soltanto il numero di lavoratori disponibili. Le aziende hanno bisogno di persone con competenze aggiornate, capaci di affrontare un settore che sta cambiando rapidamente.

Come ha sottolineato Alessandro Panaro, Head of Maritime & Energy di SRM, l’incertezza può essere affrontata attraverso la conoscenza: capire come cambiano le rotte, i mercati e gli scenari internazionali permette di prepararsi e individuare soluzioni alternative.

Formazione e re-skilling diventano strategici

Negli ultimi anni la logistica ha dovuto confrontarsi con sostenibilità, digitalizzazione, crisi geopolitiche e calamità naturali. Anche l’intelligenza artificiale sta introducendo nuove possibilità, ma allo stesso tempo nuove complessità.

Per questo non basta formare i nuovi professionisti. Anche chi già lavora nel settore deve continuare ad aggiornare le proprie competenze.

Il corso dell’Università di Trieste punta proprio su questo approccio, con una formazione che comprende aspetti giuridici, economici e gestionali, ma anche contenuti più pratici legati a sicurezza, logistica distributiva, assicurazioni e comunicazione.

Non solo competenze: anche welfare e capacità di trattenere i talenti

La carenza di personale riguarda sia le figure operative sia quelle amministrative e manageriali. Per le aziende diventa quindi importante non soltanto trovare lavoratori qualificati, ma anche riuscire a mantenerli nel tempo.

In questo scenario assume un ruolo crescente il welfare aziendale, insieme a politiche capaci di favorire l’inserimento e l’integrazione dei nuovi lavoratori.

La logistica del futuro, quindi, non sarà fatta soltanto di tecnologia e automazione. Saranno fondamentali persone preparate, capaci di adattarsi e di prendere decisioni in contesti sempre più complessi.

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Fonte Uomini e Trasporti