Il riposo dell’autista sotto osservazione: al via il progetto «Sonno, benessere e sicurezza in cabina»

da | Set 29, 2026 | Autotrasporti

Quanto dorme davvero un autista di camion? Quanto riesce a recuperare durante i periodi di riposo? E che rapporto esiste tra qualità del sonno, organizzazione del lavoro e sicurezza alla guida?

Sono le domande alle quali vuole rispondere il progetto «Sonno, benessere e sicurezza in cabina», promosso dal Gruppo Federtrasporti con la supervisione scientifica del professor Sergio Garbarino dell’Università di Genova e del professor Ugo Faraguna dell’Università di Pisa.

L’iniziativa vede il patrocinio Inail, richiesto, e il sostegno di Scania Italia e Michelin Connected Fleet.

Il sonno degli autisti diventa un dato da misurare

Sono stati distribuiti i primi dispositivi indossabili agli autisti coinvolti nella ricerca.

Per sette giorni consecutivi, i conducenti indosseranno gli actigrafi Sleepacta, strumenti che permettono di raccogliere dati oggettivi sul riposo.

Non si tratta semplicemente di monitorare quante ore una persona rimane a letto. I dispositivi consentono infatti di ricostruire informazioni relative a durata e qualità del sonno, risvegli, frammentazione e regolarità del riposo, insieme ad altri parametri utili per valutare il recupero del conducente.

L’obiettivo è quindi superare le semplici percezioni personali e ottenere una fotografia basata su dati misurabili.

Sonno e lavoro: i dati verranno incrociati

La ricerca non si limiterà però al monitoraggio del sonno.

I dati raccolti dagli actigrafi saranno messi in relazione con questionari sulle abitudini e sugli stili di vita e con le informazioni relative all’attività lavorativa.

In particolare, verranno analizzati i dati ricavati dal tachigrafo, tra cui:

  • ore di guida;
  • altre attività svolte;
  • interruzioni;
  • periodi di riposo giornaliero;
  • chilometri percorsi;
  • orari di inizio e fine della giornata lavorativa.

L’incrocio di queste informazioni permetterà di osservare il rapporto tra organizzazione del lavoro, tempi di recupero e qualità del sonno.

Coinvolti 350 conducenti

Il progetto punta a coinvolgere complessivamente 350 conducenti di veicoli pesanti, appartenenti a circa 15 realtà del trasporto e impegnati in attività differenti.

Una platea ampia e diversificata, necessaria per raccogliere dati rappresentativi di situazioni lavorative diverse.

Il tema riguarda infatti un aspetto fondamentale della sicurezza stradale: le condizioni psicofisiche del conducente non dipendono soltanto da ciò che accade durante le ore trascorse al volante, ma anche da come e quanto riesce a recuperare prima di iniziare una nuova giornata di lavoro.

Dalla cabina alla sicurezza stradale

Il principio alla base della ricerca è semplice: la sicurezza non comincia quando il camion parte.

Comincia anche durante le ore precedenti, dalla qualità del riposo, dagli orari di lavoro, dai tempi di recupero e dalla possibilità di conciliare i ritmi biologici della persona con le esigenze dell’attività di trasporto.

Il progetto «Sonno, benessere e sicurezza in cabina» punta proprio a trasformare questi aspetti in dati concreti, mettendo in relazione il sonno degli autisti con la loro attività professionale.

Nei prossimi mesi, quindi, quei piccoli dispositivi al polso dei conducenti potranno fornire informazioni preziose per comprendere meglio quanto il riposo incida sul benessere dell’autista e sulla sicurezza del trasporto.

Non impressioni, ma dati: è da qui che parte la ricerca.

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Fonte Uomini e Trasporti