Dalla rubrica “La sentenza del mercoledì” di Luca Regazzi, pubblicata su Uomini e Trasporti, arriva una decisione che potrebbe interessare molte imprese di autotrasporto.
Il caso riguarda un autista con più di 65 anni sorpreso alla guida di un autoarticolato superiore alle 20 tonnellate senza il necessario attestato medico di idoneità psicofisica. Una violazione che il Giudice di Pace di Casale Monferrato ha confermato, ma con una precisazione importante: il fermo amministrativo del trattore stradale e del semirimorchio non può essere applicato automaticamente.
Una sentenza che offre indicazioni concrete sia agli autisti sia alle aziende di trasporto.
Cosa prevede la normativa per gli autisti over 65
Il Codice della Strada consente ai titolari di patente CE di continuare a guidare complessi veicolari superiori a 20 tonnellate anche dopo il compimento dei 65 anni.
Per poterlo fare, però, è necessario ottenere uno specifico attestato medico che certifichi l’idoneità psicofisica alla guida. Questo requisito consente di proseguire l’attività fino ai 68 anni.
Nel caso esaminato dal giudice, il conducente era sprovvisto di tale attestato.
Il controllo della Polizia Stradale
La vicenda nasce da un controllo effettuato dalla Polizia Stradale di Alessandria nel dicembre 2025.
Durante la verifica gli agenti hanno accertato che il conducente stava guidando un complesso veicolare superiore alle 20 tonnellate senza il documento medico richiesto dalla normativa.
Oltre alla sanzione principale, sono stati disposti anche due distinti provvedimenti di fermo amministrativo di 30 giorni: uno per il trattore stradale e uno per il semirimorchio, entrambi appartenenti all’azienda di autotrasporto datrice di lavoro.
La società ha quindi presentato ricorso sostenendo che il fermo dei veicoli non trovasse un adeguato fondamento normativo.
La violazione resta, ma il fermo viene annullato
Il Giudice di Pace ha distinto nettamente due aspetti della vicenda.
Da una parte ha confermato la violazione contestata all’autista e la responsabilità dell’azienda.
Secondo il giudice, infatti, il datore di lavoro non può limitarsi a verificare che il conducente possieda una patente valida, ma deve controllare periodicamente anche tutti i requisiti professionali necessari per svolgere l’attività.
Il principio richiamato è quello previsto dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro: quando il veicolo rappresenta uno strumento essenziale per l’attività lavorativa, l’azienda ha il dovere di verificare che chi lo utilizza sia pienamente abilitato.
Diverso il discorso relativo al fermo amministrativo.
Il giudice ha stabilito che la normativa contestata al conducente non prevede automaticamente il fermo del veicolo come sanzione accessoria.
Per questo motivo i provvedimenti di fermo applicati al trattore stradale e al semirimorchio sono stati annullati.
Perché la decisione è importante
La sentenza evidenzia un principio molto rilevante per le imprese di autotrasporto.
Quando viene disposto il fermo amministrativo di un mezzo, non bisogna dare per scontato che il provvedimento sia sempre corretto o automatico.
Occorre verificare attentamente:
- quale norma è stata contestata;
- quali sanzioni accessorie sono realmente previste;
- se sono presenti tutti i requisiti richiesti dalla legge per applicare il fermo.
In alcuni casi, come quello esaminato dal Giudice di Pace di Casale Monferrato, il fermo potrebbe non essere legittimo.
Un richiamo anche alle aziende
La decisione rappresenta però anche un campanello d’allarme per le imprese.
La sentenza conferma infatti che il controllo dei requisiti professionali degli autisti non può essere trascurato.
Patenti, CQC, attestati medici e ogni altro titolo necessario per svolgere l’attività devono essere monitorati periodicamente dall’azienda.
Affidarsi esclusivamente all’esperienza del conducente o presumere che la documentazione sia sempre aggiornata può esporre l’impresa a responsabilità e sanzioni.
Cosa devono fare le imprese di autotrasporto
Questo caso dimostra quanto sia importante adottare procedure interne per il controllo delle scadenze documentali degli autisti.
Un sistema di verifica periodica può aiutare a evitare contestazioni e blocchi operativi, tutelando sia l’azienda sia i conducenti.
Allo stesso tempo, quando viene disposto un fermo amministrativo, è fondamentale analizzare con attenzione il verbale e verificare che la misura sia effettivamente prevista dalla norma contestata.
Una semplice verifica può fare la differenza tra un mezzo fermo per settimane e la possibilità di continuare regolarmente l’attività.
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Fonte Uomini e Trasporti
