Imparando con GeoPop: Dal letame all’energia pulita, come nasce biometano e bio-GNL

da | Dic 9, 2025 | Senza categoria

Questa news riprende un contenuto pubblicato da GeoPop, realtà specializzata nella divulgazione scientifica semplice e accessibile. Il loro lavoro aiuta a capire come funziona il mondo che ci circonda, e anche questa volta offrono uno spunto molto interessante per chi opera nel settore del trasporto. A loro vanno i nostri crediti.

Un combustibile che nasce dagli scarti degli allevamenti

Esiste davvero un modo per trasformare gli scarti degli animali – in particolare i reflui zootecnici, cioè liquami e letame – in energia utile per camion, trattori e impianti industriali?
La risposta è sì, ed è già realtà in molti impianti italiani.

Il processo si basa su due passaggi:

  1. Produzione di biogas attraverso la digestione anaerobica, cioè una fermentazione naturale che avviene senza ossigeno.
  2. Raffinazione del biogas per ottenere biometano o bio-GNL, ovvero gas naturale liquido di origine biologica.

Si tratta di un esempio concreto di economia circolare, perché trasforma uno scarto in un combustibile rinnovabile.

Il cuore dell’impianto: i digestori

Il funzionamento ruota attorno ai digestori, grandi cupole dove il letame viene “digerito” dai batteri. Durante questo processo si recupera circa il 20% di energia ancora contenuta nello scarto, trasformandola in biogas.

Il prodotto finale – biometano o bio-GNL – può essere utilizzato per alimentare mezzi pesanti, generatori o immesso nella rete.

Un settore in crescita

Il Governo italiano punta forte su questa tecnologia:

  • 1,7 miliardi di euro di investimenti tra il 2022 e il 2026
  • Obiettivo: +4 miliardi di metri cubi di produzione interna
  • Possibile crescita a 8 miliardi entro il 2030

Parliamo di un contributo importante, soprattutto in un momento in cui la sicurezza energetica è una priorità per il Paese.

Criticità? Esistono, ma vanno pesate

Alcuni cittadini criticano questi impianti perché spesso si trovano in zone agricole e possono generare odori o traffico di camion e trattori che conferiscono il materiale.
Ma, come ricorda GeoPop, è fondamentale valutare il contesto: stiamo parlando di un’energia rinnovabile che non emette CO2 e che può ridurre la dipendenza dall’estero.

In altre parole: un piccolo disagio locale può portare un grande beneficio collettivo.

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Fonte GeoPop

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