I ritardi di pagamento continuano a rappresentare uno dei problemi più pesanti per le aziende di autotrasporto. Scadenze non rispettate, committenti che pagano oltre i termini e liquidità sempre sotto pressione: è una situazione che, negli anni, ha messo in difficoltà migliaia di imprese del settore.
Con la Legge 105/2025 e con le nuove istruzioni operative dell’Albo Autotrasporto, arrivano strumenti più efficaci per individuare e contrastare i comportamenti scorretti della committenza.
L’obiettivo è chiaro: tutelare chi effettua il trasporto e garantire rapporti più trasparenti lungo tutta la filiera.
Tempi di pagamento: il limite resta, ma i controlli diventano più rapidi
Il termine massimo di pagamento rimane fissato a 60 giorni dalla data della fattura, come già previsto dalla normativa.
Quello che cambia non è la scadenza, ma la capacità di intervenire più velocemente quando i ritardi non sono episodi isolati, ma veri e propri schemi ripetuti nel tempo.
La Legge 105/2025 introduce infatti strumenti di vigilanza più incisivi, capaci di attivarsi subito in presenza di prassi scorrette adottate dalla committenza.
L’AGCM può intervenire anche senza denuncia
Una delle novità più rilevanti riguarda il ruolo dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM).
D’ora in poi, l’Autorità potrà avviare controlli non solo su segnalazione dei vettori o dell’Albo, ma anche di propria iniziativa, quando emergono elementi che fanno pensare a ritardi diffusi o sistematici.
In caso di violazioni gravi e ripetute, l’AGCM può applicare sanzioni fino al 10% del fatturato annuo della committenza.
Si tratta di un deterrente importante contro comportamenti che mettono in difficoltà la stabilità economica delle imprese di trasporto.
Come segnalare i ritardi di pagamento all’Albo Autotrasporto
Le aziende che subiscono ritardi sistematici possono inviare una segnalazione formale tramite PEC all’indirizzo:
albo.autotrasporto@pec.mit.gov.it
Perché la segnalazione sia valida, devono essere allegati:
- una dichiarazione sostitutiva che descriva i ritardi e la loro continuità
- le due tabelle richieste dall’Albo:
- la prima, obbligatoria, con l’indicazione dei committenti coinvolti
- la seconda, facoltativa, utile per fornire ulteriori dettagli
- l’elenco delle fatture pagate in ritardo
- l’elenco delle fatture scadute e non pagate
La documentazione deve coprire almeno sei mesi. Questo periodo è necessario per dimostrare che il ritardo non è un caso isolato, ma un comportamento ripetuto nel tempo.
L’Albo ricorda che precisione e completezza sono fondamentali: dati incompleti possono rallentare l’avvio dei controlli.
Coordinamento tra Albo e AGCM: verifiche più veloci e tutele più forti
Per aumentare l’efficacia delle nuove norme, il Comitato Centrale dell’Albo Autotrasporto ha avviato un canale diretto con l’AGCM.
Questo collegamento consente di accelerare l’analisi delle segnalazioni e di attivare le verifiche quando ci sono prove di irregolarità diffuse.
Il risultato atteso è un sistema più equo, in cui i vettori possono contare su controlli rapidi e su una maggiore tutela nei rapporti con la committenza.
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Fonte Truck24
