Dal 1° luglio 2026, con l’entrata in vigore dell’articolo 26 della Legge di Bilancio 2026, le imprese non potranno più compensare i crediti d’imposta che non derivano da dichiarazioni fiscali.
Una misura tecnica che, se applicata anche ai rimborsi delle accise sul gasolio professionale, rischia di pesare fortemente sul comparto dell’autotrasporto.
Cos’è la compensazione e perché è così importante per le aziende di trasporto
Oggi molte imprese utilizzano i crediti d’imposta sul gasolio come una forma di liquidità immediata: invece di attendere il rimborso in contanti, possono compensare l’importo maturato con imposte o contributi da versare allo Stato.
In pratica, il credito diventa un modo per alleggerire subito la pressione fiscale e mantenere i conti in equilibrio.
Con la nuova norma, questo meccanismo verrebbe bloccato.
Le imprese dovrebbero attendere il rimborso in denaro, con tempi che nella realtà possono durare mesi.
Un colpo al flusso di cassa
Il primo effetto sarebbe un rallentamento della liquidità aziendale.
In un settore dove i margini sono sempre più stretti e i costi – tra carburante, pedaggi, manutenzioni e assicurazioni – continuano a crescere, anche un ritardo nei rimborsi può diventare un problema serio.
Le aziende si troverebbero costrette ad anticipare le somme di tasca propria o a ricorrere al credito bancario, aumentando l’esposizione finanziaria e i costi di gestione.
Un rischio particolarmente alto per le piccole e medie imprese, che rappresentano la gran parte del tessuto dell’autotrasporto italiano e non sempre dispongono di riserve di cassa sufficienti per reggere mesi di attesa.
Effetti a catena sulla filiera logistica
Il blocco delle compensazioni non colpirebbe solo i vettori, ma l’intera filiera logistica nazionale.
Meno liquidità significa meno mezzi operativi, tempi di consegna più lunghi e un aumento dei costi di trasporto.
Un impatto che finirebbe per riflettersi anche sui settori produttivi e commerciali, compromettendo la puntualità delle forniture e la competitività delle imprese italiane.
Un rischio concreto per la stabilità del settore
Una norma pensata per rafforzare i controlli fiscali rischia così di generare un problema reale di liquidità per migliaia di imprese che operano in modo regolare.
Senza un correttivo specifico – come l’esclusione del gasolio professionale dal divieto o l’introduzione di rimborsi rapidi – il sistema del trasporto su gomma potrebbe trovarsi in difficoltà, con ripercussioni dirette su tutto il Paese.
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Fonte Truck24
