Stop al trasporto combinato: la Commissione UE frena sulla direttiva che doveva spingere l’intermodalità

da | Ott 28, 2025 | Senza categoria

Inaspettato dietrofront da Bruxelles. La Commissione Europea ha deciso di ritirare la proposta di aggiornamento della direttiva sul trasporto combinato, rinviando la tanto attesa modernizzazione delle regole per l’intermodalità, cioè il sistema che combina trasporto su gomma, ferrovia e via d’acqua.

Una scelta che blocca, almeno per ora, uno dei pilastri del “Greening Freight Package”, il pacchetto di misure nato per rendere più sostenibile il trasporto merci in Europa.

Perché serviva una nuova direttiva

La normativa oggi in vigore risale al 1992: un’epoca in cui la logistica era molto diversa. Le regole attuali non tengono conto dei progressi tecnologici né della necessità di spostare una parte del traffico dalla strada alla ferrovia o alle vie d’acqua, per ridurre emissioni e congestione.

La nuova proposta, presentata nel 2023, puntava a:

  • definire meglio cosa si intende per trasporto combinato, stabilendo criteri uniformi in tutta l’UE
  • obbligare gli Stati membri a creare infrastrutture e terminal efficienti
  • semplificare le procedure grazie alla digitalizzazione dei documenti
  • incentivare gli operatori a ridurre i costi medi di trasporto del 10% entro sette anni

Insomma, un piano ambizioso per rendere il trasporto merci europeo più competitivo e sostenibile.

Le ragioni dello stop

La Commissione ha spiegato che non esisteva un accordo politico sufficiente per proseguire. Ma, dietro questa motivazione ufficiale, si nascondono anche difficoltà tecniche e resistenze da parte di diversi Stati membri.

Molti Paesi hanno infatti evidenziato:

  • infrastrutture ferroviarie insufficienti o mal collegate ai porti e ai centri logistici
  • eccessiva complessità nella definizione del “trasporto combinato”, che avrebbe escluso alcuni operatori
  • timori legati a nuovi costi e oneri amministrativi, soprattutto per le piccole imprese di autotrasporto

Inoltre, la proposta toccava altri dossier europei, come le norme su pesi e dimensioni dei veicoli, rendendo l’intero pacchetto difficile da gestire politicamente.

Un freno che pesa sulla transizione verde

Per le associazioni del settore, come la UIRR (International Union for Road-Rail Combined Transport), la decisione rappresenta un passo indietro rispetto al Green Deal europeo.
Senza un quadro normativo aggiornato, il rischio è che il trasporto combinato rimanga una buona idea sulla carta, ma poco conveniente nella pratica.

E anche per il mondo dell’autotrasporto, la mancanza di regole chiare sull’intermodalità significa meno opportunità di diversificazione, in un momento in cui le imprese cercano soluzioni più efficienti e sostenibili.

Cosa può accadere adesso

Gli scenari possibili sono diversi:

  1. Una nuova proposta semplificata, più realistica e con obiettivi più graduali.
  2. Un’iniziativa del Parlamento Europeo, che potrebbe spingere la Commissione a riaprire il dossier.
  3. Un lungo stallo normativo, con la direttiva del 1992 che resta in vigore ancora per anni.
  4. Iniziative nazionali disomogenee, con i singoli Stati che si muovono in ordine sparso creando ulteriori differenze nel mercato europeo.

In ogni caso, la decisione di Bruxelles lascia aperti molti interrogativi sul futuro della logistica intermodale in Europa e su come bilanciare competitività e sostenibilità.

Rimani sempre un passo avanti con Soluzione Autotrasporti: Resta aggiornato su tutto ciò che riguarda l’autotrasporto e non solo!

Fonte Uomini e Trasporti