Il trasporto merci dall’Italia al Nord Europa rischia un vero e proprio collasso. Dopo i blocchi al Brennero e i cantieri infiniti, adesso è la Svizzera a complicare il quadro con nuove regole sui carri ferroviari che non coincidono con le norme europee.
La stretta svizzera
L’Ufficio federale dei Trasporti (UFT), dopo l’incidente avvenuto nella galleria di base del San Gottardo, ha introdotto due misure obbligatorie entro la fine dell’anno:
- ruote più grandi, con diametro minimo di 864 millimetri (contro gli 860 previsti dalle regole UE);
- manutenzione più frequente, con ispezioni obbligatorie ogni 50.000 o 200.000 chilometri a seconda del tipo di freno, invece che con intervalli più ampi come avviene oggi.
Si tratta di controlli severi, che includono test visivi e persino prove di percussione sulle ruote, con obbligo di registrare ogni intervento e formare i macchinisti per individuare segni di surriscaldamento.
L’allarme di Assoferr
Secondo Mauro Pacella, presidente di Assoferr, questa decisione rischia di gettare nel caos il trasporto merci ferroviario europeo. Le nuove regole, sostiene l’associazione, penalizzano in particolare i proprietari di carri e le aziende responsabili della manutenzione (ECM), senza un reale coinvolgimento delle imprese ferroviarie e dei gestori di infrastrutture.
Per questo Assoferr e Conftrasporto hanno scritto ai ministri Matteo Salvini e Antonio Tajani chiedendo un intervento immediato con Berna: la partita, dicono, va riportata ai tavoli europei condivisi come il JNS.
Il nodo dei valichi
Intanto la questione valichi resta aperta. La FAI, per voce del presidente Paolo Uggè, denuncia la scarsa attenzione di Bruxelles e avverte: “I lavori al Monte Bianco e i blocchi illegittimi imposti dall’Austria al Brennero ostruiscono le due principali vie di collegamento con l’Europa. Il rischio è perdere competitività a favore dei porti del Mediterraneo e del Nord Europa”. La richiesta è chiara: una nuova governance che garantisca la piena permeabilità dell’arco alpino, indispensabile anche per centrare gli obiettivi di transizione ecologica fissati dall’UE.
Un rischio reale per le merci italiane
Le nuove misure svizzere, sommate alle restrizioni già esistenti sui valichi, rischiano di rallentare pesantemente l’export italiano. Se non si troverà una soluzione condivisa a livello europeo, il trasporto ferroviario merci potrebbe perdere terreno a favore della gomma, con effetti gravi su logistica e competitività nazionale.
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Fonte Uomini e Trasporti
