Controlli antimafia, cambia tutto: meno verifiche per chi vuole entrare nel mondo dell’autotrasporto?

da | Lug 11, 2025 | Senza categoria

Un emendamento che cambia le regole

Il 3 luglio 2025, le Commissioni Ambiente e Trasporti della Camera hanno approvato un emendamento al Decreto Infrastrutture (DL 73/2025) che potrebbe trasformare il modo in cui si controllano le aziende dell’autotrasporto.
Il cambiamento riguarda l’articolo 5 del D.lgs. 395/2000, che definisce i requisiti di “onorabilità” necessari per iscriversi all’Albo degli Autotrasportatori: un passaggio fondamentale per poter operare legalmente nel settore.

Da informativa a comunicazione: che cosa significa?

Il cuore della novità è il passaggio da “informativa antimafia interdittiva” (prevista dall’articolo 91 del Codice Antimafia) alla più leggera “comunicazione antimafia” (articolo 88).
La differenza è profonda:

  • Con l’informativa, il prefetto poteva intervenire anche solo sulla base di sospetti concreti o elementi indiziari.
  • Con la comunicazione, invece, serve una prova certa, come una condanna definitiva o una misura interdittiva già emessa da un giudice.

In pratica, si passa da un sistema preventivo a uno certificativo, dove lo Stato può agire solo quando il danno è già fatto.

Perché l’autotrasporto è sotto i riflettori

Non è un caso che questo cambiamento preoccupi molti osservatori.
Secondo la Direzione Investigativa Antimafia (DIA), il settore dell’autotrasporto è da anni uno dei più vulnerabili: le organizzazioni criminali lo utilizzano per riciclare denaro, entrare negli appalti pubblici e mantenere il controllo su porzioni di territorio.

In questo contesto, l’informativa antimafia era considerata uno degli strumenti più efficaci per bloccare l’ingresso delle imprese sospette prima che potessero danneggiare il mercato.

Più garantismo o più rischio?

Chi difende il nuovo sistema sostiene che eviterà abusi e proteggerà meglio i diritti delle imprese. Ma molti temono che la modifica indebolisca le difese dello Stato, proprio mentre sono in gioco fondi pubblici miliardari legati al Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

Nel tentativo di semplificare le procedure, potremmo trovarci con meno controlli e più infiltrazioni, soprattutto in un settore delicato come la logistica e il trasporto merci.

Il confine tra legalità e zona grigia è sottile

Nel mondo dell’autotrasporto, ogni norma può avere effetti molto concreti. Qui il confine tra attività lecite e opacità può essere davvero sottile, e il rischio è che le imprese oneste si trovino a competere con chi gioca sporco.
Per questo è fondamentale che lo Stato non smetta di agire in modo proattivo e non rinunci a strumenti di prevenzione efficaci.

Conclusione: semplificare sì, abbassare la guardia no

In definitiva, il nuovo emendamento potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio: da un lato accelera i tempi burocratici, dall’altro potrebbe allentare una rete di controllo costruita con fatica negli anni, proprio nel momento in cui la pressione criminale è al massimo.

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Fonte Truck24