Slitta al 2026 lo stop ai diesel Euro 5. In arrivo oltre 5 milioni per digitalizzare i trasporti eccezionali

da | Lug 8, 2025 | Autotrasporti, News

Cosa sta succedendo?
La Camera dei Deputati sta esaminando un nuovo Decreto Legge Infrastrutture, che contiene diverse novità importanti per il mondo dell’autotrasporto e non solo. Il testo, dopo il primo passaggio in aula, dovrà ora essere approvato anche dal Senato.

Vediamo insieme, punto per punto, cosa cambia davvero.

Diesel Euro 5 ancora in circolazione per un anno

Lo stop ai veicoli diesel Euro 5, inizialmente previsto per il 1° ottobre 2025, è stato rimandato di un anno: la nuova data è 1° ottobre 2026.

Cosa sono i veicoli Euro 5?
Sono mezzi, sia auto che veicoli commerciali (N1, N2 e N3), che rispettano determinati limiti di emissioni stabiliti da norme europee. Lo standard Euro 5 è stato introdotto nel 2009 ed è ormai superato da versioni più recenti (Euro 6, Euro 7). I veicoli Euro 5, purtroppo, inquinano più dei nuovi modelli.

Questa proroga riguarda quattro Regioni del Nord:

  • Piemonte
  • Lombardia
  • Veneto
  • Emilia-Romagna

E non finisce qui: anche dopo il 2026, il divieto non sarà generalizzato, ma verrà applicato solo nelle grandi città con oltre 100.000 abitanti (prima il limite era 30.000).
Le Regioni potranno anche scegliere soluzioni alternative al blocco, come misure compensative per ridurre l’inquinamento.

Indennizzo per le soste: 100 euro all’ora dopo 90 minuti

Il Decreto contiene anche una modifica molto attesa nel settore del trasporto merci: una nuova normativa sulle soste dei mezzi nei piazzali di carico/scarico.

Se un camion è costretto ad aspettare più di 90 minuti, scatterà un indennizzo di 100 euro all’ora per ogni ora di attesa successiva. Questo vale sia per il mezzo sia per il vettore, cioè la persona o l’azienda che effettua il trasporto.

In più, un emendamento ha chiarito che anche chi lavora in subappalto (subvettore) non sarà più responsabile per eventuali problemi legati all’imballaggio della merce. Questa responsabilità resta quindi al committente o al primo vettore.

Oltre 5 milioni per digitalizzare i “trasporti eccezionali”

Un’altra novità riguarda i trasporti eccezionali, ovvero quei viaggi che coinvolgono veicoli fuori misura o troppo pesanti, come camion che trasportano grandi macchinari, turbine o carichi ingombranti.

Il governo ha stanziato oltre 5 milioni di euro per rendere più efficiente e moderna la gestione di questi trasporti. Come?
Attraverso la creazione di “corridoi digitali”, collegati a Ainop, l’archivio informatico nazionale delle opere pubbliche.

Cos’è Ainop?
È una banca dati gestita dal Ministero delle Infrastrutture, dove vengono registrate tutte le informazioni sulle strade, ponti, viadotti e infrastrutture del Paese.

Grazie al collegamento tra Ainop e i trasporti eccezionali:

  • sarà più facile pianificare i percorsi sicuri,
  • si potranno monitorare i mezzi in tempo reale,
  • e ci sarà un controllo centralizzato di tutto il processo.

Il sistema sarà anche integrato con i programmi già usati da concessionarie autostradali e gestori della viabilità, migliorando la sicurezza e riducendo i tempi di autorizzazione.

Ecco la ripartizione dei fondi:

  • 500.000 euro per il 2025
  • 3,5 milioni di euro per il 2026
  • 1,2 milioni di euro all’anno a partire dal 2027

In sintesi, cosa cambia davvero?

  • Più tempo per adattarsi allo stop ai diesel Euro 5
  • Indennizzo per chi resta fermo troppo a lungo nei piazzali
  • Regole più chiare sulla responsabilità dell’imballaggio
  • Investimenti concreti per digitalizzare i trasporti eccezionali

Il Decreto ora passa al Senato. Se confermato, queste misure entreranno ufficialmente in vigore nei prossimi mesi.

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Fonte: Uomini e Trasporti